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23 luglio 2021
RIVISTA SOUL DESIGN

Riccardo Bisazza: l’uomo che ha fatto del colore la sua vita

 

C’è un luogo a Venezia che ha qualcosa di magico. Se non ci fossero testimonianze di persone che lo hanno visitato, sembrerebbe il frutto della fantasia di qualche straordinario poeta o pittore di ottocentesca memoria. Questo luogo ha un nome: Fornace Orsoni e rappresenta l’unica fornace a fuoco vivo a Venezia, ma non solo. La sua vera unicità sta nella realizzazione di mosaico, così come si è sempre fatto fin dai tempi dei Bizantini e al suo interno ha la Biblioteca del Colore, con più di 3.500 tonalità. Il fondatore di questo luogo è stato un vero e proprio visionario, Angelo Orsoni e oggi noi andiamo a incontrare chi è il tenutario di questo straordinario patrimonio artistico e culturale: Riccardo Bisazza.
 
Per capire l’essenza della fornace Orsoni, il pannello storico di Angelo Orsoni è il giusto punto di partenza. Una straordinaria opera d’arte nata dalla “Libreria del Colore” di Orsoni che è stata presentata per la prima volta all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Tale opera anni dopo, fu di ispirazione ad Antoni Gaudí per l’impiego degli smalti di vetro Orsoni nella decorazione della Sagrada Familia. Questo è solo un esempio di come questa fornace non solo abbia prodotto e continui a produrre qualcosa di importante, ma come questa arte del mosaico di Orsoni, possa diventare una modalità per entrare in relazione con qualcosa che non può essere confinata ad un ambito di applicazione, ma piuttosto all’esistenza stessa dell’individuo.
 
“La Fornace Orsoni presenta delle unicità – ci ha spiegato Bisazza – perché oltre ad essere l’unica e l’ultima fornace che può avere fiamma viva a Venezia, fa una produzione di mosaico come la si è sempre fatta dalla nascita, dai tempi Bizantini e mantiene quindi la tradizione di fare gli ori di smalti veneziani come si facevano una volta e lo fa declinando più di 3500 colori.”
 
Fornace Orsoni racchiude un patrimonio artistico e culturale sconfinato, simbolo dell’alto artigianato italiano che punta a regalare pura unicità fatta a mano. Il fascino ammaliante della tradizione e della storia antica trova l’apice nella Biblioteca del Colore, un eccezionale archivio di 3500 tonalità di vetro, tra cui spiccano le 32 varianti del pregiato “oro mosaico” per il quale Orsoni è celebre nel mondo. “Quando si accede alla Biblioteca del Colore si entra in un posto dove ci sono più di 300 metri quadri di sala con scaffali, in legno di una volta, riempiti di queste piastre di colore tenute in verticale come se fossero dei libri di vetro colorati. Quando si entra in un mondo di colore, questo ha la capacità di smuovere la parte più intima di ognuno di noi.”
 
Leggi l’intervista completa scaricando nella nostra Area Download il magazine Soul Design.
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